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Triffo Chronicles

vendo un kg di neuroni assonnati.

The curious case of my fucking iPad

giugno
2010
4

In un mondo ideale le società che producono oggetti figolosolosi(tm), con schiere di bimbiminka ossessivi compulsivi al loro seguito, rilasciano i loro prodotti lo stesso giorno worldwide.
gia, in un mondo ideale…
Immaginate ora la reazione di un certo bimbominkia ossessivo compulsivo del nostro mondo alla notizia che il lancio europeo del suo fottuto iPad (la sua ossessione del momento) sarebbe stato posticipato di un intero mese, per garantire che ogni bimbominkia statunitense non fosse sprovvisto del suo oggetto di sollazzo.
Ovviamente il suddetto bimbominkia ossessivo compulsivo (BOC), dopo decine di lamentele e dopo aver perso 2 o tre amici che non lo sopportavano piu, decise in una fredda mattina di meta aprile di ordinare il suo ormai indispensabile iPad su un sito americano che prometteva di comprarlo e spedirglielo.
A dire il vero, il piano del nostro BOC non era poi così insano: in fondo a conti fatti, grazie al cambio favorevole dollaro/euro e con un pizzico di culo alla dogana per evitare tasse “strane”, incredibile ma vero, la spesa per il suo amato ipad garantiva un guadagno di 50 euro rispetto al prezzo stimato italiano. (oltre ovviamente al vantaggio di riceverlo solo qualche giorno dopo il lancio americano)
Fu così che fece la conoscenza di Nicole di Miami, che si era scelta come lavoro nientepopodimenoche quello della risponditrice di email dei sottoni di mezzo mondo per il sito iocomproinusa.com (traducetelo se siete interessati…)
Ora, i cittadini di Miami, quando non hanno a che fare con serial killer con un codice d’onore tutto loro, quando riescono ad evitare i coccodrilli che si nascondono nei cespugli e quando non c’è di mezzo Orazio (si quell’Orazio), di solito sono gentili disponibili e affidabili.
E infatti all’inizio fu così,
Nicole fece l’ordine il giorno successivo al pagamento attraverso paypal dando così pace all’ansia oniomaniaca del BOC
Passarono i giorni e arrivò finalmente il giorno del lancio americano (30 aprile), cominciò quindi lo scambio di email per informazioni…
BOC – info sul mio ipad?
Nicole – no, non è nel primo giro di spedizioni… stimato l’arrivo per il 7 maggio.

Triste e rassegnato il BOC si decise ad aspettare il 7 maggio buono buono…
[7 maggio…]
BOC – info sul mio ipad?
Nicole – nessuna risposta…

[10 maggio]
Nicole – Arriva giovedi, grazie per la pazienza…

Al BOC cominciarono a girare ad elica sotto la scrivania… ma attese fino al giovedi successivo…
[giovedì…]
BOC – info sul mio iPad?
Nicole – Sorry, non è ancora arrivato.. speriamo di riceverlo oggi o domani

IMMENSO FASTIDIO…

[la settimana successiva…]
BOC – non ho ricevuto email, suppongo quindi non sia arrivato nei giorni scorsi, ti prego, dammi notizie precise sul mio iPad, diverse possibilmente da un generico “arriva oggi/domani”
(nell’email si percepiva un certo odio verso la Nicole, verso tutta la popolazione di miami e buona parte della florida e nel frattempo i neuroni del BOC si erano divertiti a rinominare La Nicole con folkloristici nomignoli che la descrivevano intenta a prendere falli in ogni suo orifizio dai suoi amici… amici da minimo 20cm ovviamente…)
[19 maggio]
Nicole – l’ho prenotato all’applestore non online, quindi quando vado la mi dicono la stessa cosa che dico io a te…

Nicole, ormai ribattezzata la regina delle pompinare di miami, oltre ad aver scatenato un odio insano all’interno della mente del BOC aveva anche messo in moto la task force adibita al “piano alternativo”.
ormai il lancio italiano era a circa una settimana di distanza e il BOC non poteva rischiare di vedere gli italiani dotati di iPad e se stesso sprovvisto.
decise quindi il piano B
BOC – Ciao nicole, il 28 tenterò di prendere un iPad (non avendolo prenotato) all’APPLE STORE. se tu dovessi ricevere qualcosa prima avvisami, altrimenti il 28 mi farai un rimborso)
Nessuna risposta da oltreoceano.

[sera di giovedi 27 MAGGIO, 12 ore prima del lancio italiano]
Nicole – SPEDITO!
eh? spedito ? cosa? così senza dire una parola?
anche utilizzando il servizio piu veloce possibile non c’era modo che il pacco venisse consegnato il giorno successivo in un altro continente… quindi il BOC confermo il piano B (la conquista dell’ipad all’applestore) e chiese a nicole di bloccare la spedizione e procedere con il rimborso…
dopo accese discussioni fu chiaro che NICOLE non aveva modo o non voleva bloccare la spedizione. (ne tantomeno effettuare il rimborso)
[28 MAGGIO – ORE 7:00 davanti all’apple store con un amico e un altro centinaio di sottoni]
Vittoria, Gaudio, il BOC era riuscito con sotterfugi e uno abile scatto a ben posizionarsi nella fila degli Ipaddanti, facendosi beffe di una improbabile lista non ufficiale, e riuscendo infine a mettere le mani sull’iPad.
Nel frattempo pensava a come sbolognare l’ipad americano in arrivo la settimana successiva
Ovviamente per rendere il tutto ancora piu ridicolo accadde un evento mai successo nella storia delle spedizioni: l’iPad americano venne consegnato lunedi mattina alle 9 e mezza ovvero 1 giorno e mezzo dopo la spedizione da miami, con “solo” 45 euro di spese doganali
Se il BOC non avesse trovato l’ipad il venerdi prima, ovviamente l’ipad americano non sarebbe mai arrivato lunedi, ma sarebbe stato trattenuto indefinitivamente da qualche ufficiale della dogana con gli stessi gusti sessuali della Nicole. (i 20 cm fanno gola…)

EPILOGO
IL BOC riportò l’ipad italiano all’apple store e venne rimborsato completamente attraverso un bonifico bancario
ora vive felice e ha tenuto l’ipad americano che ironicamente gli è costato la stessa cifra di quello italiano , piu un fegato ovviamente.
Ogni giorno qualche amico del BOC cancella la sua amicizia in facebook.
Nicole continua a prenderlo felicemente e nei ritagli di tempo risponde a qualche email.
l’ipad italiano sentendosi usato e rifiutato, sta covando rancore in un freddo magazzino meditando vendetta e addestrando una schiera di iPad evoluti che sfoltiranno il genere umano nel sequel programmato per il dicembre del 2012…

FINE.

si ringraziano R e F per il supporto.

(il “curioso case” che vedete nella foto, oltre ad essere “tanto figo quanto il suo futuro contenuto” non centra nulla con il post quissopra ma arriverà a breve nelle mani del BOC… sempre dall’america… …)


One Comment to

“The curious case of my fucking iPad”

  1. On giugno 10th, 2010 at 14:00:59 Lauretta Says:

    Perfetto…quindi per un po’ niente post perchè sarai tutto preso a “giocare” con il tuo iPad…

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